{"id":170,"date":"2007-01-31T14:18:25","date_gmt":"2007-01-31T12:18:25","guid":{"rendered":"http:\/\/lnx.blogarchitettura.dparch.it\/?p=170"},"modified":"2009-08-09T20:30:11","modified_gmt":"2009-08-09T18:30:11","slug":"bigness","status":"publish","type":"post","link":"https:\/\/blogarchitettura.dparch.it\/?p=170","title":{"rendered":"Bigness"},"content":{"rendered":"\n<!-- Speed Sense for AdSense WordPress Plugin: https:\/\/wordpress.org\/plugins\/speed-sense\/ -->\n<div id=\"ssp0\" style=\"float:left;margin:10px 10px 10px 0;max-width:970px;width:100%;\">\n<ins class=\"adsbygoogle\" id=\"adsgoogle0\" style=\"display: inline-block; width: 100%; height: 250px\"  data-ad-client=\"ca-pub-5311171795163604\" data-ad-slot=\"7315085349\"><\/ins><script>(adsbygoogle = window.adsbygoogle || []).push({});<\/script>\n<\/div>\n<p><span style=\"font-style: italic;\">ovvero il problema della grande dimensione <\/span><\/p>\n<p>&#8216;Superata una certa scala, l&#8217;architettura assume le peculiarit&agrave; della Bigness.<br \/>[&#8230;]Di tutte le possibili categorie, quella della Bigness non sembrerebbe meritare un &ldquo;manifesto&rdquo;sminuita come questione intellettuale, pare essere in via di estinzione, come dinosauro, per la sua goffaggione, lentezza, mancanza di flessibilit&agrave;, problematicit&agrave;.<br \/><span style=\"text-decoration: underline; font-style: italic;\">Teoremi<\/span> [&#8230;] 3. Nella Bigness, la distanza tra nucleo e involucro cresce al punto che la facciata non pu&ograve; pi&ugrave; rivelare ci&ograve; che avviene all&#8217;interno. L&#8217;esigenza umanistica di &laquo;onest&agrave;&raquo; &egrave; abbandonata al suo destino: architettura degli interni e architettura degli esterni divengono progetti separati: una confrontandosi con l&#8217;instabilit&agrave; delle esigenze programmatiche e iconografiche, l&#8217;altra portatrice di disinformazione offrendo alla citt&agrave; l&#8217;apparente stabilit&agrave; di un oggetto. <br \/>L&agrave; dove l&#8217;architettura pone certezze, la Bigness  pone dubbi: trasforma la citt&agrave; da una sommatoria di evidenze in un accumulo di misteri, Ci&ograve; che si vede non corrisponde pi&ugrave; a ci&ograve; che realmente si ottiene. <br \/>4. Tramite la sola dimensione, tali edifici entrano in una sfera amorale, al di l&agrave; del bene e del male. 5. Tutte insieme, queste rotture &ndash; con la scala metrica, con la composizione architettonica, con la tradizione, con la trasparenza con l&#8217;etica &ndash; implicano la rottura definitiva, quella radicale: la Bigness non fa pi&ugrave; parte di alcun tessuto. Esiste al massimo, coesiste. Il suo messaggio implicito &egrave;: fanculo il contesto.<br \/><span style=\"font-style: italic;\">Massimo <\/span><br \/>[&#8230;] Solo per mezzo della Bigness, l&#8217;architettura pu&ograve; dissociarsi dagli esausti movimenti ideologici e artistici del modernismo e del formalismo, per riacquistare la sua strumentalit&agrave; come veicolo di modernizzazione.<span style=\"font-weight: bold;\"><br \/><\/span><span style=\"font-style: italic;\">Inizio<\/span><br \/>[&#8230;] Attraverso la contaminazione piuttosto che attraverso la purezza, attraverso la quantit&agrave; piuttosto che la qualit&agrave;, solo la Bigness pu&ograve; favorire autenticamente nuove relazioni tra entit&agrave; funzionali che ampliano la propria identit&agrave;, invece di imitarla.<br \/><span style=\"font-style: italic;\">Team<\/span><br \/>[&#8230;] La Bigness &egrave; impersonale: l&#8217;architetto non &egrave; pi&ugrave; condannato al divismo.<br \/>[&#8230;]Al di l&agrave; della cifra stilistica personale, la Bigness significa resa alle tecnologie, agli ingegneri, agli appaltatori, ai realizzatori, ai politici, ad altri ancora. Promette all&#8217;architettura una sorta di status post-eroico, un riallineamento alla neutralit&agrave;.<br \/><span style=\"font-style: italic;\">Baluardo<\/span><br \/>[&#8230;]Se la Bigness trasforma l&#8217;architettura, la sua accumulazione genera un nuovo tipo di citt&agrave;. Lo spazio aperto della citt&agrave; non &egrave; pi&ugrave; un teatro collettivo dove &ldquo;qualcosa&rdquo; accade: non resta pi&ugrave; nessun &ldquo;qualcosa&rdquo; collettivo.<br \/>[&#8230;] Non solo la Bigness &egrave; incapace di stabilire relazioni con la citt&agrave; classica &ndash; al massimo pu&ograve; coesistere con essa [&#8230;] La Bigness non ha pi&ugrave; bisogno della citt&agrave;: &egrave; in competizione con la citt&agrave;; rappresenta la citt&agrave;; rappresenta la citt&agrave;; si appropria della citt&agrave;; o, ancor meglio, &egrave; la citt&agrave;.<br \/>[&#8230;]Bigness = urbanistica contro architettura.<br \/>[&#8230;] La Bigness, per la sua totale indipendenza dal contesto, &egrave; la sola architettura che pu&ograve; sopravvivere, che pu&ograve; addirittura sfruttare la condizione di tabula rasa ormai globale.[&#8230;]<br \/>[&#8230;]A dispetto delle sue dimensioni &egrave; modesta.<br \/>[&#8230;]La Bigness &egrave; l&#8217;ultimo baluardo dell&#8217;architettura &ndash; una contrazione, una iper-architettura. I contenitori della Bigness saranno i punti di riferimento in un paesaggio post-architettonico &ndash; un mondo da cui &egrave; stata raschiata l&#8217;architettura[&#8230;]<br \/>[&#8230;]La Bigness lascia il campo al dopo architettura.&#8217;<\/p>\n<p><font size=\"1\">testo da: &quot;Junkspace&quot; Rem Koolhaas, Quodlibet &#8211; Macerata 2006. titolo originale dell&#8217;articolo &quot;Bigness or the Problem of Large&quot; (1995)<\/font><\/p>\n<div style=\"text-align: center;\"><img decoding=\"async\" src=\"\/public\/bigness\/big1.jpg\" alt=\"bigness\" \/><\/div>\n<div style=\"text-align: center;\">Immagine da: S,M,L,XL<\/div>\n<p>Questa l&#8217;ultima &ldquo;avanguardia&rdquo; personale di fine secolo passato. Il manifesto della Bigness di Rem Koolhaas, pi&ugrave; che muoversi nella tabula rasa sembra essere premonitrice della condizione cinese e del sud-est asiatico attuale. Indubbiamente affascinante, quando si spinge nelle pieghe della contaminazione\/ibridazione con un senso di deriva verso la tecnologia, quando immagina un paesaggio da fantascienza e dell&#8217;abbandono della dimensione umana del progetto. Certamente in netto contrasto con la scuola di pensiero europea e ancora di pi&ugrave; italiana. E&#8217; possibile abbandonare il contesto, dove oramai il terreno &egrave; saturo e costellato di forti identit&agrave;? In definitiva si teorizza l&#8217;assenza di forma generalizzata a favore della coesistenza di pi&ugrave; sistemi che diventano loro stessi citt&agrave;, quindi in termini contemporanei informi, impossibili da controllare ed entropici.<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>ovvero il problema della grande dimensione &#8216;Superata una certa scala, l&#8217;architettura assume le peculiarit&agrave; della Bigness.[&#8230;]Di tutte le possibili categorie, quella della Bigness non sembrerebbe meritare un &ldquo;manifesto&rdquo;sminuita come questione intellettuale, pare essere in via di estinzione, come dinosauro, per la sua goffaggione, lentezza, mancanza di flessibilit&agrave;, problematicit&agrave;.Teoremi [&#8230;] 3. 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